Il Caucus nella Mediazione Familiare - parte 2

Continua la serie riguardo alla Mediazione Familiare: Secondo capitolo.

Il ruolo del mediatore:

  1. Definizione di mediatore

Pubblicazione della tesina del Master in Mediazione Familiare a cura di Alfonso Lanfranconi

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CAPITOLO SECONDO

Il ruolo del mediatore

 

  1. Definizione di mediatore

Per meglio comprendere il valore delle sessioni congiunte e soprattutto di quelle separate non è possibile prescindere da una attenta analisi della figura del mediatore; se non si inquadra con adeguato scrupolo questa figura si rischia di non comprendere perché ci sia tanta difficoltà a tenere le parti insieme intorno al tavolo piuttosto che farle vivere dei momenti di dialogo in separata sede. Il mediatore viene definito come un soggetto “neutrale ed imparziale”, in grado di tenersi equidistante da entrambe le parti. La parola equidistante non fa comprendere appieno il significato del suo ruolo in quanto il mediatore deve di fatto essere: tanto vicino alle parti da sviluppare quell’empatia necessaria affinché ci sia maggior collaborazione possibile; distanza per non farsi coinvolgere nel conflitto; vicinanza per dar modo alle parti di capire se il mediatore ha compreso i termini della questione; ancora distanza perché la conoscenza non deve apparire come desiderio di comprendere ragioni o torti; vicinanza perché deve saper intercettare le situazioni di empasse senza permettere al dialogo di interrompersi; vicinanza perché nella restituzione del mediatore la parte deve sentirsi compresa e capita; distanza perché la restituzione del mediatore deve essere il più possibile scevra dall’animosità della parte e deve saper coniugare rabbia, insoddisfazione, difficoltà, ricostruzione e opportunità; ancora distanza perché deve conservare autorevolezza e centralità per i confliggenti; ma vicinanza perché devono sempre sentirlo “coinvolto” al punto giusto e mai distaccato, infine quella persona che sa ascoltare comunque, senza interrompere, lasciando il tempo necessario alle parti in modo che si sentano libere di trasmettere il proprio vissuto.

Appare evidente quindi il ruolo del mediatore come garante dell’equilibrio di potere tra le parti, aiutandole a prendere coscienza dell’eventuale posizione di squilibrio che potrebbe emergere e lasciando alle stesse parti di porvi rimedio.

Il mediatore quindi deve mantenersi come detto neutrale nei confronti delle persone, ovvero deve astenersi dal prendere una posizione in favore di una parte, imparziale di fronte alle situazioni, ovvero non deve giudicare, rimanere obiettivo senza favorire nessuno dei membri della coppia.

 

FINE CAPITOLO SECONDO

 

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